A Treviso chiudono i piccoli negozi, ipermercati su del 38%

Treviso, 10 giugno 2017 – Chiudono i piccoli negozi, aprono nuovi centri commerciali: a dirlo, oltre al senso comune, ora è anche lo studio di Infocamere. Così inizia un articolo de “la Tribuna di Treviso” di oggi.

Questo il commento del comitato Prima i Trevigiani:

L’elemento che spesso non si considera quando si esprimono valutazioni su questo tipo di manovre è che la maggior parte dei benefici provenienti dall’apertura di grossi centri commerciali non restano sul territorio in cui vengono prodotti, ma tornano in capo alla multinazionale o al monopolista.

La standardizzazione del lavoratore e l’abbassamento della qualità, abbattono il prezzo del lavoro nel mercato; sull’altro fronte, inoltre, i politici stessi non provvedono ad inserire normative che tutelino maggiormente la parte debole, il dipendente. E’ chiaro quindi che “i 90 posti di lavoro” solo apparentemente possono aumentare il benessere. Ma il dato più angosciante è che da ciò si trae una conclusione che va contro ogni logica economica: a fronte di una riduzione del salario, vi è una riduzione delle tutele.

Vi è poi da fare un’analisi dal punto di vista imprenditoriale: la piccola-media impresa italiana è stato il pilastro del boom economico degli anni ’70, fra l’altro oggetto di studio a livello mondiale. Anziché tutelare questa nostra risorsa, si preferisce dare spazio a imprese il cui unico scopo è quello di aumentare i profitti, non vendere un prodotto di qualità.

E’ evidente che dietro tutto ciò ci siano interessi economico-politici non indifferenti.

 

Comitato PRIMA I TREVIGIANI

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