Oderzo, altre considerazioni sui “profughi” e sulla cooperativa

Oderzo, 27 luglio 2017 – Il comitato “Prima i Trevigiani” continua ad osservare da vicino la situazione alla caserma Zanusso di Oderzo, con la collaborazione dei cittadini locali.

La Prefettura aveva promesso di non superare i 300 “profughi” ospiti, ma sappiamo che all’amministrazione comunale ne risulterebbero presenti almeno 400. Di questi ovviamente non si sa quanti possano ottenere il diritto all’asilo, sicuramente una minima percentuale, seguendo anche i dati nazionali.

Ora gli opitergini temono ulteriori arrivi, visti i continui sbarchi e il tentativo della Prefettura di avviare lavori di ristrutturazione, aumentando di fatto in maniera spropositata i posti letto. Speriamo che la notizia che i lavori siano stati bloccati risulti vera nel tempo, e non sia una bufala per tenere calmi i residenti.

Troviamo poi impensabile regalare a questi individui lavoro o carta d’identità, in quanto non si sa chi siano, da dove vengano e cosa abbiano fatto in patria; sarebbe come regolarizzare la loro posizione in Italia, pur non sapendo se ne abbiano il diritto o meno.

Reputiamo provocatoria e allarmante l’idea della cooperativa “Nova Marghera Facility” di diramare annunci di offerta di lavoro, sotto la formula di stage a soli 400 euro mensili. Questa pratica se andasse in porto, oltre a danneggiare i giovani italiani che già faticano a trovare un lavoro, anche sotto pagato, danneggerebbe inoltre chi altrimenti sarebbe stato assunto con contratto in quanto la manodopera clandestina risultetebbe più conveniente.

Troviamo inoltre giuridicamente devastante che, se l’immigrato non regolare trova lavoro regolare, il suo illecito diventi lecito, perchè induce scontento nel migliore dei casi e scarso rispetto della legge da parte di chi quotidianamente lotta per adempiere alle incombenze di cittadino: esse sono piene di scadenze che, se solo vengono saltate di un giorno, generano ammende.

Denunciamo poi la sensazione di malessere ed insicurezza diffusa fra la popolazione locale, specie a fronte dei casi di spaccio e prostituzione accertati avvenuti nei centri di raccolta clandestini limitrofi.

È evidente che alle coopetative convenga il perdurare degli sbarchi dei cosiddetti “richiedenti asilo”, ottima fonte di profitto in tempo di crisi. Vorremmo segnalare alla prefettura di Treviso e alle cooperative che con i loro comportamenti scriteriati non solo stanno ledendo la fidicia del cittadino nelle istituzioni, ma rischiano di innescare spirali di intolleranza e attriti che non potranno che degenerare in una guerra fra poveri, con tutte le drammatiche conseguenze del caso.

Non vogliamo credere che allo Stato non importi nulla dei propri cittadini, anche se purtroppo le evidenze sembrano tradire le nostre speranze.

Comitato PRIMA I TREVIGIANI

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *